• Specialisti in oculistica
  • POLIAMBULATORIO CENTRO EUROPEO del DIR. TECNICO DR. SILVIO ZAGARI
  • Oculistica
  • laser per chirurgia refrattiva
  • Odontoiatria

Interventi di microchirurgia oculare

Chirurgia della Cataratta
Specialisti Dott.ri S.Zagari, M.Zagari

"La cataratta si presenta quando il cristallino perde la sua trasparenza a causa, principalmente, del passare del tempo".
Il cristallino è la lente naturale dell’occhio umano che, insieme alla cornea, mette a fuoco in forma nitida i raggi della luce sulla retina.
E’ un difetto associato all’invecchiamento degli organi e non è possibile prevenirlo.
La cataratta inizia a formarsi quando il cristallino si opacizza, i colori perdono intensità, si ha un peggioramento della vista notturna o una vista doppia e il paziente inizia ad aver bisogno di una luce più intensa per leggere.
In definitiva, la cataratta provoca un serio deterioramento della vista e, con questo, un peggioramento della qualità della vita. L’operazione di cataratta consiste nel sostituire il cristallino opacizzato con una lente nuova trasparente. Ci sono diversi tipi di lenti, il chirurgo consiglierà la soluzione migliore.
Secondo L’OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) costituisce la causa principale di cecità nei vari Paesi.
in Italia l’incidenza media della cataratta incipiente è pari al 16,5% e aumenta proporzionalmente all’età. Ogni anno vengono diagnosticati oltre 2.000 nuovi casi. Un terzo di questi debbono sottoporsi a un intervento chirurgico a pochi mesi dal primo riscontro diagnostico. In India attualmente i ciechi per cataratta sono circa 5 milioni.
  • Il sintomo più importante è la diminuzione dell’acuità visiva. L’entità del calo visivo è strettamente legata alla sede delle opacità
  • Il paziente può avvertire una diminuzione della luminosità ambientale e una riduzione del campo visivo.
  • Con l’occhio ammalato si ha una diplopia monoculare (visione doppia degli oggetti che ci circondano); le luci appaiono sfumate per la comparsa di aloni colorati molto fastidiosi.
  • Quando le opacità interessano la zona centrale del cristallino (nucleo) compare una miopia detta “d’indice”. Il paziente non consapevole di quanto sta accadendo valuta positivamente questi sintomi poiché è in grado di leggere senza lenti da presbite
  • Sintomi meno frequenti possono essere la sensazione di abbagliamento che il paziente avverte alla luce del solo o durante la guida notturna; la cataratta può inoltre causare disturbi del senso cromatico (alterazione della visione dei colori), o determinare l’insorgenza di astigmatismi d’indice; può far regredire paradossalmente difetti di refrazione preesistenti (un soggetto ipermetrope, ad esempio, vede meglio senza le sue lenti

IL TRATTAMENTO

Attualmente, l’intervento di cataratta consiste nella facoemulsificazione, il metodo più avanzato per il trattamento definitivo della cataratta. Consiste nell’utilizzo di ultrasuoni per dissolvere ed estrarre il cristallino deteriorato e sostituirlo con una lente intraoculare artificiale (IOL) che ha la sua stessa funzione, dura tutta la vita e mantiene la sua trasparenza.
Dopo l’intervento di cataratta, il recupero visivo sarà molto rapido.
Da pochi anni è stata introdotta la Facoemulsificazione Femtolaser assistita. Questa tecnica si serve di un laser a femtosecondi in grado di eseguire dei tagli e frammentazioni programmate ed ultra precise che rendono l’intervento di cataratta un intervento sicuro e preciso. Successivamente alla fase dei tagli e della frammentazione del nucleo è prevista una fase di aspirazione mediante facoemulsificatore e successiva introduzione di IOL.
VANTAGGI DELLA facoemulsificazione:
  • Non ci sono liste di attesa.
  • E’ un intervento ambulatoriale, non c’è bisogno di andare in ospedale.
  • Si utilizza anestesia locale (gocce di collirio).
  • Non c’è bisogno di punti di sutura.
  • La vista si recupera in poche ore.
  • Dopo l’intervento di cataratta, la vista torna normale e nitida.
  • Si può inoltre correggere qualsiasi problema refrattivo del paziente, come la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia.

Le lentine artificiali - IOL (Intra Ocular Lens)

L’intervento di Cataratta è considerato oggi un intervento personalizzabile grazie all’introduzione di IOL personalizzate costruite in funzione delle esigenze del paziente in grado di correggere tutti i difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).
La scelta della IOL è un momento fondamentale e solo mediante un attento colloquio con lo specialista si può scegliere la IOL che soddisfi al meglio le esigenze del paziente.
Esempio: nel caso in cui il paziente soffra di un difetto refrattivo come ipermetropia e presbiopia, dopo l’intervento di cataratta dovrà comunque portare occhiali, lenti monofocali o progressive, per poter leggere o mettere a fuoco gli oggetti vicini.
Con la lente intraoculare (IOL) possiamo, non solo eliminare la cataratta, ma anche la presbiopia, offrendo al paziente una visione nitida per tutte le sue azioni quotidiane, potrà leggere un libro o guardare la televisione, senza più bisogno di occhiali.

Phacoemulsification Cataract Surgery

Glaucoma
Specialista Dott. M.Zagari

intervento per glaucoma
Il glaucoma è una delle più frequenti cause di cecità nel mondo (colpisce circa il 2% dei soggetti di età superiore ai 35 anni) una malattia grave poiché può provocare lesioni irreversibili al nervo ottico, se non diagnosticato in tempo può causare seri danni alla vista e in casi avanzati la cecità.

Approfondimenti

È una patologia oculare ad andamento insidioso caratterizzata dal progressivo aumento della pressione intraoculare e la progressiva perdita delle fibre nervose che trasportano le informazioni dall’occhio al cervello. Negli stadi avanzati si ha una visione cosiddetta 'tubulare' poiché si è persa la visione periferica mentre si vede ancora al centro del campo visivo.
Esistono diverse forme di glaucoma ad eziologia differente caratterizzate da valori pressori normali, è importante conoscere la causa per poter ottimizzare al meglio le terapia ed eventualmente la chirurgia.
I meccanismi attraverso i quali si sviluppa un glaucoma sono ancora in parte sconosciuti.

Animation: Glaucoma

Fattori di rischio per il glaucoma

Diversi studi hanno dimostrato che la capacità di tollerare una pressione intraoculare (IOP) elevata senza riportare danni al nervo ottico è molto soggettiva, infatti mentre alcune persone sviluppano un glaucoma persino a valori normali della IOP, altre non sviluppano la malattia neanche a valori di IOP elevati. E’ stato osservato che esistono diversi fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma, tra questi troviamo lo spessore corneale, la familiarità, l’etnia ed i fattori vascolari.
In generale, le persone che presentano cornee con spessore centrale più elevato hanno minore probabilità di sviluppare un glaucoma rispetto alle persone che presentano cornee con spessori ridotti, quindi spessori corneali ridotti rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma. Inoltre, la lettura del valore della IOP, che viene rilevata mediante tonometria standard, risulta spesso sottostimata nelle persone che hanno una cornea più sottile, mentre, al contrario, risulta sovrastimata nelle persone con una cornea più spessa.

Terapia

Ad oggi il primo step per la terapia del glaucoma è la terapia medica che si basa sulla modulazione dei meccanismi di produzione e deflusso dell’umor acqueo.
In alternativa alla terapia medica si pratica la terapia laser SLT (trabeculoplastica selettiva) che permette la “pulizia” del trabecolato (struttura fondamentale per il deflusso dell’umor acqueo).
Quando la terapia medica fallisce si interviene chirurgicamente; negli anni diverse tecniche chirurgiche si sono susseguite. Oggi la terapia chirurgica del glaucoma si fonda su principi ben precisi che inquadrano la patologia in funzione dello stadio e della causa del glaucoma; molte volte si possono combinare più interventi per ottenere il miglior risultato.

Le tecniche chirurgiche classiche sono:

  • La Sclerectomia profonda che prevede l’apertura di uno sportello sclerale profondo che ha lo scopo di far defluire l’eccesso di umor acqueo senza perforare le strutture.
  • La trabeculectomia, è la tecnica la più comune, prevede una via di deflusso dell’umor acqueo mediante la perforazione chirurgica del trabecolato, con formazione di bozza filtrante.

Glaucoma Surgery 3D Animation O. Findl, MD

Le tecniche chirurgiche moderne sono:

  • Canaloplastica, che prevede la distensione del trabecolato mediante l’introduzione di una sonda che ha lo scopo di dilatare e “pulire” le vie di deflusso.​ che ha lo scopo di dilatare e “pulire” le vie di deflusso.
  • Impianti Ex-Press, sono dei sistemi valvolari che modulano il deflusso dell’umor acqueo quando tutte le vie di deflusso sono irreparabili. Ad oggi risulta un sistema sicuro in alternativa ad ogni tipo di chirurgia.

Chirugia della Cornea e del Cheratocono
Specialisti Dott.ri S.Zagari, M.Zagari

Il cheratocono è una malattia progressiva non infiammatoria della cornea, che può portare ad un danneggiamento importante della visione, attraverso lo sviluppo di un astigmatismo irregolare ed una progressiva dilatazione ed assottigliamento della cornea che passa dalla forma di una sfera alla forma di un cono. Questo implica che non sempre è possibile correggere al 100% il difetto di vista con dei semplici occhiali e molte volte è necessario l’uso di lenti a contatto dedicate.
Il Cheratocono rappresenta la maggiore causa di Trapianto di Cornea in Italia ed in Europa e la seconda negli USA dopo la cheratopatia bollosa.
Ha un esordio puberale e generalmente bilaterale ed asimmetrico. Si tratta di una malattia progressiva ad andamento capriccioso e generalmente sporadica la cui componente genetica appare evidente solamente nel 10% dei casi, come carattere dominante, ma una trasmissione recessiva va ricercata con maggiore insistenza.
Nel 20% dei casi i pazienti affetti da cheratocono possono andare incontro alla necessità di eseguire un intervento chirurgico di trapianto di cornea per compromissione della trasparenza e regolarità della cornea.
Oggi la diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella tempistica di trattamento e questa ha ulteriormente acquistato valore grazie all’introduzione nella pratica clinica di nuove metodiche mini-invasive di trattamento che arrestano la patologia.
Grazie alle ultime innovazioni, è possibile avere diversi tipi di trattamento in relazione alla stadiazione della patologia ed ove possibile utilizzare tecniche combinate Laser customizzato e Cross-linking integrato in grado di rimodellare selettivamente lo sfiancamento corneale ed irrigidire la cornea, questa tecnica permette sia un risultato visivo corretto soddisfacente che un risultato duraturo nel tempo. Inoltre è possibile usare tale trattamento per “rimodellare” gli astigmatismi irregolari generati dai trapianti.
Da queste considerazione si deduce che nè l’oculista, nè il paziente possono restare indifferente di fronte ad una diagnosi di cheratocono anche se è iniziale.

KERATOCONUS Described - Animation

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Cheratocono - Mappa 3D

mappa del cheratocono
cross-linking

Approfondimenti

Il processo evolutivo tende a concentrarsi fra l’età puberale ed i 25-30 anni per esaurirsi in modo pressoché totale dopo i 35-40 anni anche per l’insorgenza di un fisiologico processo di Cross-linkaggio, irrigidimento naturale, indotto dalla fisiologica alterazione del metabolismo glucidico (reazione di Maillard).
L’incidenza del cheratocono riportata in letteratura è di 1/2000 casi nella popolazione generale, tuttavia, secondo statistiche più recenti, tali valori appaiono significativamente sottostimati e alla luce della diffusione delle indagini Topo-Tomografiche e Pachimetriche incidenze sulla popolazione generale di 1/600-1/320 risultano più aderenti alle attuali capacità diagnostiche.
In Sicilia ed in Sardegna l’incidenza risulta aumentata rispetto alla popolazione nazionale.

La diagnosi

Viene espletata essenzialmente con la topografia corneale, un esame strumentale rapido e non invasivo che consente di evidenziare lo stato e la sede dello sfiancamento corneale, permette di analizzare la cornea punto per punto definendone la curvatura e lo spessore. Esistono vari stadi della malattia via via ingravescenti ed in base alla situazione è necessario praticare delle terapie adeguate.

Terapia

Fino a pochi anni fa non esisteva nessuna terapia in grado di arrestare la progressione di un cheratocono evolutivo. Se la malattia progrediva rapidamente l’unica soluzione era rappresentata dal trapianto di cornea.
Allo stato attuale è cambiato radicalmente l’approccio al paziente con cheratocono grazie all’avvento di nuove metodiche come il cross-linking e la chirurgia mini invasiva dei trapianti lamellari. Il cross-linking, ormai da qualche anno, risulta essere il trattamento più indicato nelle fasi precoci della malattia.

Il "Cross-linking" del collagene corneale (Riboflavina-UV-A indotto) consiste nella foto-polimerizzazione delle fibrille del collagene stromale con lo scopo di aumentarne la rigidità e la resistenza alla cherato-ectasia progressiva del Cheratocono attraverso l'azione combinata di una sostanza foto-sensibilizzante (riboflavina o vitamina B2) e fotoassorbente con l'irraggiamento mediante una particolare luce ultravioletta di tipo UV-A.

L’effetto che ne deriva è il conferimento di una impalcatura più rigida alla cornea evitandone così il progressivo sfiancamento.

Crosslinking Animation

Il trapianto di cornea

In caso di diagnosi tardiva della patologia, con grave compromissione dello spessore corneale e dell’acuità visiva il Cross-linking non può più essere effettuato dovendo ricorrere necessariamente al trapianto di cornea.
Oggi, Anche questo tipo di intervento chirurgico risulta essere meno invasivo in quanto nella maggior parte dei casi non si esegue più un trapianto a tutto spessore della cornea, ma viene effettuato un trapianto parziale interessante solo gli strati corneali coinvolti dalla patologia.
Queste tecniche mini invasive vengono spesso supportate dall’impiego di un laser per rimodellare il letto corneale e per eseguire il taglio del lembo donatore e ricevente con estrema precisione. Tutto ciò ha consentito al chirurgo corneale di eseguire tali interventi con massima precisione, minor rischio intraoperatorio, post operatorio e in termini di rigetto garantendo la massima durata del lembo impiantato.

Alternative al trapianto di cornea

L’avvento del Cross-linking ha modificato la storia clinica del cheratocono, ove siano presenti caratteristiche specifiche di spessore e curvatura corneale è possibile effettuare un cross-linking plus topoguidato, ovvero un trattamento rimodellante le aberrazioni indotte dal cheratocono che permette di ripristinare la normale curvatura corneale e contestualmente di irrigidire la cornea in modo da arrestare la patologia.

Maculopatia

maculopatia catania

La maculopatia o degenerazione maculare è una malattia che coinvolge la parte centrale della retina detta macula, la porzione dedicata alla visione centrale.

La Maculopatia è caratterizzata dalla progressiva perdita della visione centrale, spesso bilaterale, che limita fortemente la funzione visiva. la prima manifestazione sono le metamorfopsie, ovvero la visione distorta delle immagini.

Nel mondo occidentale rappresenta una delle cause più frequenti di cecità legale. Circa il 20% della popolazione ne è colpita, con prevalenza per il sesso femminile. Nei soggetti colpiti il rischio di ammalarsi al secondo occhio è del 5 – 15%.

Age-Related Macular Degeneration

Approfondimenti
Esistono diverse forme di maculopatia, le più note sono la forma secca e la forma umida, ma ne esistono altre forme a componente ereditaria.
  • Le forme secche in genere non portano quasi mai a cecità completa in quanto la visione laterale è solitamente conservata, l’acuità visiva è scarsa , ma sufficiente fino agli stadi terminali.
  • Le forme umide sono forme caratterizzate da nevosi che si formano al di sotto della macula, sono presenti alcuni vasi sanguigni anomali inglobati in sottili membrane neovascolari.
I neovasi fanno lasciar facilmente fuoriuscire del liquido essudativo (plasma, la parte liquida del sangue) che danneggiano i fotorecettori della macula o possono addirittura rompersi causando emorragie nella retina.
Nel caso che i neovasi siano ben visibili alla Fluorangiografia, possono essere chiusi con il laser, ma solo quando non si trovano al centro della macula e se trattati precocemente. La terapia laser della maculopatia è utile per chiudere l’anastomosi.

Come si presenta

Generalmente il paziente lamenta progressive difficoltà di lettura ed una perdita della visione distinta. Spesso è presente una perdita relativa od asso- luta (in caso di emorragia) della parte centrale del campo visivo (scotoma centrale). Nella forma umida uno dei sintomi più frequenti e precoci che oc- corre ricercare durante la raccolta dell’anamnesi è rappresentato dalle metamorfopsie (deformazione delle immagini) che esprimono la presenza di un alterazione del profilo retinico e dell’anatomia maculare con solleva- mento retinico sostenuto da una raccolta liquida (emorragica) intra e/o sottoretinica. Particolarmente utile a tal proposito è l’effettuazione del test di Amsler che permette di riconoscere più facimente la presenza di metamorfopsie.

Terapia

Fino a pochi anni fa la cura della maculopatia era basata soltanto sull’uso degli integratori vitaminici.
La scoperta dell’uso degli Anti-VEGF (anti fattori angiogenetici) ad uso oftalmico ha rivoluzionato la cura delle maculopatie. L’Utilizzo di Anti-VEGF ha permesso di arrestare la progressione della malattia e in alcuni casi anche di migliorare la vista.
Oggi esistono diversi tipi di farmaci per la cura della maculopatia, ognuno dei quali ha indicazioni precise e protocolli prestabiliti. Il farmaco viene iniettato all’interno dell’occhio e blocca la crescita nei vasi sanguigni neoformati caratteristici della maculopatia. L’iniezione si effettua ambulatorialmente in pochi minuti, ma per la necessaria sterilità va praticata in sala operatoria.
la moderna diagnostica OCT (metodica non invasiva) permette di ottenere una diagnosi precisa della malattia, monitorare l’andamento della patologia e dei trattamenti.

Anti-VEGF injection for macular degeneration

Test di amsler

Precauzioni e Prevenzione

  • L’utilizzo di occhiali da sole che taglino le lunghezze d’onda inferiori ai 500 nm questo permette di rallentare la velocità di progressione.
  • Evitare situazioni che possono favorire il sanguinamento retinico, come il fumo, lo sfregamento degli occhi e l’assunzione di anticoagulanti o fluidificanti ematici (se necessari, utilizzare il dosaggio minimo efficace).
  • Supplementi vitaminici: vit C, vit E, selenio, zinco.
  • Cibi ricchi di antiossidanti, carotenoidi e acidi grassi poliinsaturi, come i cavoli, le carote, tutte le verdure verdi
  • Test di Amsler (nella foto accanto), molto utile per l’autodiagnosi (Se una qualsiasi zona della griglia appare ondulata, sfocata o scura, contattare immediatamente l’oculista)

Terapie Alternative

Attualmente sono a disposizione nuovi tipi di laser per maculopatia che sono molto più sicuri ed efficaci di quelli usati in passato, tra questi da ricordare il nuovo laser giallo per la cura della maculopatia.

Pterigio
Specialisti Dott.ri S.Zagari, M.Zagari

Pterigio

Lo pterigio è una crescita progressiva del tessuto congiuntivale di forma di triangolare verso la cornea, l’evoluzione della patologia può risultare più o meno lenta nel tempo.

Pterygium Animation

Approfondimenti
Solitamente si sviluppa sul lato nasale della cornea, formato da una testa, un collo e un corpo. La testa si innesta al livello del limbus, avanza progressivamente sulla superficie oculare dirigendosi verso la zona ottica, determinando spesso una riduzione dell'acuità visiva a causa dell’astigmatismo indotto.
Guardandosi allo specchio lo pterigio presenta un rossore dell’occhio permanente non dolente.
Il vertice corneale non viene quasi mai raggiunto; il collo rappresenta la porzione intermedia dello pterigio (tra testa e corpo).
Lo pterigio può generare un trascinamento di cellule lombari verso la cornea, questo può a portare a distorsioni della vista. Può presentarsi in forma monolaterale o bilaterale e talvolta può interessare anche i muscoli estrinseci bloccando così la sua funzione e generando il blocco del movimento. Tra le ipotesi eziopatologiche un deficit delle cellule staminali presenti nel limbus può causare la proliferazione incontrollata di tessuto fibrovascolare con conseguente infiammazione del tessuto.
Terapia

In genere la terapia si basa sull’uso di colliri antinfiammatori, vasocostrittori, sostituti lacrimali e cortisonici locali di superficie. La terapia mira a ridurre l’infiammazione e le sue cause, ma spesso il trattamento chirurgico può essere ugualmente necessario poiché il tessuto fibrovacolare invade la cornea e può provocare alterazioni della capacità visiva. Anche dopo un‘intervento classico lo pterigio può recidivare. In caso di recidiva la tecnica chirurgica moderna prevede un autotrapianto autologo di cellule staminali (prelievo dallo stesso occhio o dall’occhio adelfo) con l’innesto nelle zone mancanti. Ad oggi la tecnica di autotrapianto autologo di cellule staminali risulta una tecnica sicura ed efficace nel prevenire le recidive. Tuttavia, in alcuni casi la lesione dev’essere asportata ed esaminata per fare la diagnosi differenziale.

Chirurgia Refrattiva
Specialisti Dott.ri S.Zagari, M.Zagari

intervento occhi laser
La chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri è una procedura elettiva, che non cura l’occhio da malattie, ma sicuramente migliora la qualità della vita del paziente che vi si sottopone. Ecco qui di seguito alcuni benefici della chirurgia refrattiva:
  • Eliminare la dipendenza da occhiali o da lenti a contatto: molte persone che hanno una miopia elevata, e pensano di sottoporsi ad un intervento di PRK o di LASIK, non sempre riusciranno a togliere totalmente gli occhiali, ma sicuramente potranno permettersi di utilizzarli solo in alcune situazioni (guida notturna, cinema, teatro, ecc…).
  • Intolleranza alle lenti a contatto: molte persone sviluppano irritazioni oculari o vere e proprie patologie relazionate all’utilizzo, a volte indiscriminato, delle lenti a contatto. Dovute al materiale, piuttosto che alle soluzioni per la manutenzione, che alla capacità di accumulare residui proteici o d’altra natura sulle lenti.
  • Attività sportive: molte persone che praticano sport conoscono le difficoltà dell’utilizzo degli occhiali o delle lenti a contatto durante le loro attività, soprattutto sport invernali, acquatici, di contatto, motociclismo, ecc…
  • Problemi con gli occhiali: i miopi elevati, o i forti astigmatici, possono avere una visione distorta o non confortevole con gli occhiali sia perché lo spessore ed il peso delle lenti non permettono grandi possibilità di scelta delle montature, sia perché nella visione periferica incontrano difficoltà di messa a fuoco a causa delle aberrazioni create dalle lenti stesse.
  • Rivalutare l’aspetto fisico: molte persone pur di non apparire in pubblico con gli occhiali, per non sentirsi poco apprezzate o in qualche modo penalizzate nella vita sociale, passa la sua vita in un ambiente nebbioso e sicuramente poco nitido, strizzando e fessurando continuamente gli occhi.
  • Possibilità di togliere l’obbligo di lenti dalla patente di guida: dopo essersi sottoposti a chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri, c’è la possibilità di aggiornare la propria patente di guida togliendo l’obbligo delle lenti. È ovvio che i decimi di visione dopo l’intervento dovranno rientrare nei parametri richiesti dalla legge.

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Come correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo

La maggioranza dei difetti refrattivi, quali miopia, ipermetropia ed astigmatismo, che fino ad alcuni anni fa venivano corretti soltanto con gli occhiali o lenti a contatto, possono trovare oggi una risoluzione definitiva grazie alla chirurgia refrattiva. L’azione congiunta dei laser ad eccimeri e del Femtolaser consente un rimodellamento della superficie della cornea estremamente accurato e preciso, coinvolgendo un sottilissimo spessore di tessuto (frazioni di micron).
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Il Poliambulatorio Centro Europeo effettua in quest’ambito centinaia di interventi all’anno e dispone delle più recenti ed aggiornate tecnologie e strumentazioni per la diagnostica e la chirurgia: i chirurghi oculisti che vi operano vantano una competenza straordinaria ed un’esperienza più che ventennale (pionieri in Italia nell’effettuare i trattamenti laser per la chirurgia refrattiva).
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I chirurghi del PCE, grazie alla disponibilità contemporanea di due diversi laser ad eccimeri di ultima generazione, possono proporre ai propri pazienti una tecnica unica: la TLCT (Two Laser Combined Technique).
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L’utilizzo dello Schwind Amaris e del laser a femtosecondi della Ziemer, durante la stessa seduta operatoria, permette di sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni laser, garantendo al paziente una superficie della cornea più regolare e di conseguenza un’ottimale messa a fuoco sulla retina.
Questa tecnica può essere effettuata sia in Lasik (con femtolaser) che in PRK e nella stessa seduta operatoria possono essere trattati entrambi gli occhi. Il profilo della curvatura corneale risulta molto simile a quella di un occhio che non ha subito interventi chirurgici.
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Ponete sempre al medico tutti i quesiti che ritenete necessari, durante la visita preliminare. Lo specialista è tenuto a fornire tutte le spiegazioni necessarie al paziente, allo scopo di evitare ogni forma di incomprensione riguardo alle metodiche utilizzate ed al risultato auspicabile. Questa nota informativa riveste carattere generale ed orientativo per il paziente e non deve in nessun caso sostituire un doveroso colloquio con lo specialista né alla visione e comprensione del documento di Consenso Informato, contenente informazioni specifiche sui singoli interventi chirurgici e sulle eventuali complicanze, la cui sottoscrizione deve avvenire prima dell’intervento.

Tipi di interventi

PRK

PRK (Cheratectomia fotorefrattiva)
La tecnica PRK (Photo Refractive Keratectomy) è una metodica che utilizza il laser ed eccimeri per asportare microscopiche frazioni di tessuto corneale in superficie, con una precisione straordinaria e con una riproducibilità non raggiungibile da nessun altro mezzo.
Può essere utilizzata anche per difetti di elevata entità. Il decorso postoperatorio è più fastidioso per il paziente, ma si risolve in pochi giorni.
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TRANS PRK
PRK Transepiteliale Customizzata
Evoluzione della PRK tradizionale, ad oggi è la più avanzata tecnica di chirurgia refrattiva esistente. Il chirurgo grazie all’utilizzo dell’Amaris non tocca l’occhio (cd. No Touch), l’epitelio viene quindi rimosso direttamente dal Laser, senza la fase chirurgica manuale. Adatta per la correzione di miopia, ipermetropia ed astigmatismo ma anche le “aberrazioni” generate dalla luce, che potrebbe nel suo percorso ottico incontrare delle imperfezioni, dalla cornea fino al piano della retina, producendo una distorsione dei raggi luminosi o un’imperfetta focalizzazione dell’immagine sulla retina.
Non è raro infatti incontrare pazienti che, pur avendo un’acutezza visiva ottimale (10/10), si lamentano per la loro qualità della visione. Spesso il problema dipende proprio dalla presenza di aberrazioni del sistema ottico oculare che impediscono che sulla retina si formi un’immagine di “qualità” eccellente.
Per realizzare un trattamento del genere è necessario fare un’aberrometria ossia un esame capace di rilevare e misurare qualitativamente e quantitativamente tali imperfezioni. Se sono di modesta entità non è utile trattarle mentre se sono elevate è importante farlo; esse vengono elaborate da un software dedicato capace poi di interfacciarsi con quello del laser al fine di eseguire un trattamento customizzato o su base aberrometrica; tale trattamento così altamente personalizzato è capace di una migliore quantità e soprattutto qualità visiva, in particolare in situazioni di bassa luminosità (in sostanza dopo l’intervento è come vedere in HD).
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FEMTOLASIK
LASIK con femtolaser e laser ad eccimeri
Una nuova frontiera nella chirurgia refrattiva è il laser pulsato a femtosecondi, che permette di trattare, a seconda delle condizioni di spessore e curvatura corneale, miopie, ipermetropie ed astigmatismi importanti. La tecnica prevede la creazione ed il sollevamento di un sottilissimo strato di cornea (flap), per concentrare l’azione dei laser ad eccimeri direttamente nello spessore della cornea stessa.
Terminato il trattamento, il flap viene riposizionato nella sua sede originaria, dove aderisce in pochi secondi. Il paziente prova senso di bruciore e di corpo estraneo solo per alcune ore, mentre con la PRK questi disturbi durano qualche giorno. Il femtolaser utilizza luce infrarossa con spot della grandezza di pochi micron e di breve durata: è un trattamento preciso e sicuro legato all’azione non meccanica dell’incisione, al minimo volume di tessuto asportato ed all’altissima riproducibilità dei risultati.
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CHIRURGIA INTRAOCULARE
Chirurgia della Cataratta
In caso di ipermetropie o miopie molto elevate (tra 12 e 30 diottrie), superiori alle possibilità correttive del laser ad eccimeri, la soluzione del difetto può essere ottenuta mediante l’impianto di lenti fachiche intraoculari. Si tratta di cristallini artificiali, disponibili in varie tipologie per adattarsi alle specifiche esigenza di ogni paziente.
Le lenti fachiche utilizzate presso il PCE sono arrivate alla quarta generazione, dopo venti anni d’esperienza clinica in tutto il mondo. Rispetto agli occhiali la lente intraoculare ha il vantaggio di non rimpicciolire l’immagine e di garantire quindi una migliore qualità della vista; inoltre non provoca allergia né “rigetto”, non richiede cure o manutenzione, consente un aspetto estetico normale e non interferisce con la visione naturale.
Impianto di lenti fachiche intraoculari: in caso di pazienti di età non superiore ai 45 anni e con cristallino naturale perfettamente trasparente, la lente fachica viene posizionata senza sostituire il cristallino naturale.
Facorefrattiva:in pazienti normalmente di età superiore ai 45 anni, il cristallino naturale, anche se trasparente, viene invece sostituito con la lente intraoculare.
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SONO CANDIDATO ?
Nel Mondo sono stati eseguiti con succeso più di 40.000.000 di interventi di chirurgia refrattiva, una delle chiavi più importanti per avere dei buoni risultati è l' attenta valutazione delle motivazioni e delle caratteristiche oculari individuali.
Vi sono delle indicazioni strettamente cliniche come ad esempio l'anisometropia, vale a dire una netta differenza del difetto di refrazione tra i due occhi, che non può essere corretta adeguatamente con il comune occhiale.
Vi sono inoltre numerose motivazioni individuali personali di ordine professionale, psicologico, attitudinale che hanno un peso rilevante nella scelta di sottoporsi all'intervento chirurgico.
Lo sportivo, la ballerina, il campione di tuffi, il pilota di aerei, l'autista ma anche più semplicemente il cuoco, il muratore, il poliziotto sono esempi di professionisti che male utilizzano gli occhiali durante il al lavoro, e le lenti a contatto sono spesso fastidiose o addirittura pericolose in alcune situazioni.
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Ecco di seguito le domande che più frequentemente pongono i pazienti in procinto di sottoporsi a trattamento con laser ad eccimetri
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Libero di vivere le tue esperienze senza occhiali e lenti a contatto.
Tra i candidati alla chirurgia refrattiva c'è chi "fa fatica" a vedersi con gli occhiali e si sente psicologicamente condizionato dal loro utilizzo, o chi semplicemente desidera avere una migliore visione senza occhiali o lenti a contatto per godere le più normali situazioni della vita quotidiana, come guardare la sveglia al mattino senza dover cercare sul comodino gli occhiali, andare al mare senza temere il danno dell'acqua salata alle lenti a contatto, o entrare in un locale pubblico durante una fredda giornata invernale e vedere chiaramente subito, senza dover disappannare gli occhiali.
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Mi libererò definitivamente degli occhiali o delle lenti a contatto? Questo è l’obiettivo che l’oculista si pone, effettuando tutte le valutazioni necessarie proprio per individuare l’esatta natura del difetto e per correggerlo completamente. Tuttavia occorre valutare ogni specifico caso ed è compito dell’oculista chiarire al meglio quali aspettative di risultato il paziente possa attendersi.
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È doloroso? Il trattamento in sé non lo è. Per quanto riguarda i giorni successivi, sulla base dell’esperienza di centinaia di trattamenti effettuati presso il Centro, la sensazione di dolore riferita dai pazienti operati con la tecnica PRK è molto varia: qualcuno avverte solo una leggera sensazione di fastidio, altri invece lamentano un certo grado di dolore che si attenua progressivamente fino a scomparire quasi completamente in 4-5 giorni. In caso di tecnica Lasik, dolore e fastidio sono pressoché assenti fin da subito.
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Tutti possono sottoporsi a questo tipo di intervento? Esistono alcune condizioni cliniche dell’occhio che rendono sconsigliabile l’intervento, ed è compito dell’oculista valutare la presenza di queste condizioni.
A che distanza dall’intervento si possono riprendere le normali attività lavorative? Il recupero visivo completo o comunque il raggiungimento degli obiettivi programmati varia a seconda del difetto visivo trattato e della tecnica adottata. L’autonomia lavorativa si raggiunge in un tempo variabile fra i 2 ed i 10 giorni, sempre in funzione della tecnica adottata.
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Cosa devo fare prima dell’intervento? È fondamentale la visita oculistica che dovrà essere accurata e precisa grazie anche all’impiego di tecnologie all’avanguardia. I portatori di lenti a contatto semirigide devono sospenderne l’uso almeno i 5 giorni prima della visita. Il giorno del trattamento si dovrà venire accompagnati e senza trucco al viso.
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Quanto dura l’intervento? L’intervento ha una durata di pochi minuti per occhio e si svolge in regime ambulatoriale con “dimissione” immediata. Viene utilizzato solo un collirio anestetico.
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Dopo l’intervento sono necessari dei controlli? I controlli post operatori sono fondamentali come pure la terapia post operatoria. La frequenza dei controlli varia in funzione del caso specifico e della tecnica adottata.
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Le complicanze? Le complicanze derivanti da trattamenti refrattivi sono per fortuna assai rare e nella maggior parte dei casi transitorie.
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Quanto incide la qualità laser sul risultato? Nei trattamenti refrattivi la tecnologia laser utilizzata è fondamentale per garantire un buon risultato. È sempre opportuno informarsi di quale tipologia di laser sia disponibile e della manutenzione dello stesso.
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Il Poliambulatorio Centro Europeo è uno dei pochissimi centri privati siciliani a disporre di due laser di diverso tipo e di ultimissima generazione, lo Schwind Amaris e di un laser a femtosecondi della Ziemer, un’ulteriore tecnologia indispensabile per una chirurgia refrattiva all’avanguardia.

Retinopatia Diabetica

La retinopatia diabetica è un’affezione della retina che colpisce i pazienti affetti da diabete da più di 8 anni, soprattutto i soggetti che non hanno curato bene la malattia generale diabetica. Con l’aumento dell’incidenza della patologia diabetica è inevitabilmente aumentata l’incidenza della retinopatia diabetica.

Detecting diabetic retinopathy through a dilated eye exam

Diabetic Retinopathy
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Approfondimenti
In Italia ci sono più di 3 milioni di diabetici, circa 2 milioni hanno o avranno lesioni retiniche e diminuzioni del visus.
Circa l’80% dei soggetti affetti da diabete da oltre 10 anni presenta, o presenterà delle lesioni di retinopatia diabetica, soltanto Il 10% dei malati non presenterà mai delle lesioni oculari.
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Che cos’è il diabete?
Il diabete è una malattia cronica in cui il valore della glicemia è superiore alla norma (è eccessiva la concentrazione nel sangue di uno zucchero chiamato glucosio). I valori normali della glicemia a digiuno sono compresi generalmente tra i 70 e i 110 milligrammi per decilitro di
sangue (70-110 mg/dl).
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Esistono due forme di diabete
  • Tipo I: diabete insilino-dipendente si ha quando, per controllare la malattia, è necessario somministrare insulina (per via sottocutanea).
  • Tipo II: si ha quando, per controllare la malattia, è necessario somministrare ipoglicemizzanti (per via orale) e/o bisogna seguire una dieta a basso contenuto di zucchero.
NB. Esiste un diabete secondario che insorge in seguito ad altre malattie (pancreatite, ipertiroidismo, ecc.) o a determinate terapie.
Perché la retina risulta maggiormente colpita?
Perché è ricca di vasi, avendo bisogno continuamente e abbondantemente di sostanze nutritive e di ossigeno per funzionare.
Inoltre perché i suoi vasi non confluiscono gli uni negli altri, ma scorrono isolati.
Quando insorge la retinopatia?
1 - la retinopatia può insorgere con qualsiasi forma di diabete;
2 - le probabilità di essere colpiti da retinopatia diabetica è più elevata se si è ammalati di diabete da un tempo più lungo.
NB. È possibile diagnosticare la retinopatia diabetica mediante l’esame del fundus che nel corso di una visita oculistica viene osservata un’alterazione dei capillari della retinici (microcircolo retinico).
Quali sono i fattori di rischio?
Uno dei principali fattori di rischio è la durata della malattia: da quanto più tempo si soffre di diabete tanto più alto è il rischio di avere anche una retinopatia.
Dopo 20 anni di diabete circa il 70% dei diabetici ha sviluppato la retinopatia diabetica.
Un altro fattore di rischio importante è il controllo metabolico del diabete che, in termini semplici, vuol dire impostare e prescrivere la terapia giusta, seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e adeguarsi con un certo rigore a un determinato stile di vita.
Infine, altri fattori possono influire in maniera più o meno determinante:
alcool, fumo, alcuni farmaci, ipertensione arteriosa, malattie dei reni…
Quali disturbi vengono avvertiti dal paziente quando inizia la retinopatia?
È importante sapere che i sintomi oculari si hanno solo quando la retinopatia diabetica ha raggiunto uno stato molto avanzato, che ha già determinato dei danni irreversibili.
In questi casi si hanno: abbassamento lento e graduale della vista (visus) con associata distorsione delle immagini (metamorfopsie).
improvvisa perdita della visione a un occhio per un’estesa emorragia o per l’occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina.
NB. LA DIAGNOSI PRECOCE E’ FONDAMENTALE PER UNA CORRETTA GESTIONE DELLA PATOLOGIA CHE PUO’ PROVOCARE LA PERDITA PERMANENTE DELLA CAPACITA’ VISIVA
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Cosa fare?
Anche in assenza di sintomi il paziente diabetico deve sottoporsi con una certa periodicità a visite oculistiche che prevedono l’esame del fondo oculare e talvolta anche esami diagnostici più avanzati come l’OCT e la fluorangiografia.
In pratica
ogni diabetico deve eseguire una visita oculistica almeno una volta l’anno.
Ogni persona con segni di retinopatia diabetica deve sottoporsi a un controllo oculistico approfondito ogni sei mesi o comunque, con una periodicità a discrezione del proprio oculista.
Importante è la diagnosi precoce
La terapia medica può essere di aiuto (garantendo un migliore apporto sanguigno e l’ossigeno) ma nulla di più.
Il trattamento Argon-Laser può essere di aiuto per arrestare l’evoluzione della patologia e rimane oggi la terapia più efficace nelle forme ischemiche.
La terapia chirurgica viene attuata nelle fasi avanzate, quando si sono formate emorragie che invadono il corpo vitreo oppure si è creato un distacco di retina. In questi casi la vitrectomia ovvero la rimozione del vitreo, il liquido gelatinoso che riempie il bulbo oculare, che viene sostituito da sostanze trasparenti
e tamponanti, come gas o olio di silicone – può restituire una certa funzionalità visiva, ma molte volte questa rimane gravemente compromessa.
Di recente sono state introdotte nella gestione medico-clinica della retinopatia diabetica, l’uso degli ANTI-VEGF come il Lucentis e l’ Eyelea che hanno lo scopo di gestire al meglio le complicanze indotte dalla patologia.
Cos'è l'OCT
L’OCT è una tecnica di diagnosi per immagini che utilizza raggi di luce coerente e che permette l’analisi delle strutture retiniche senza mezzi di contrasto mediante sezioni tomografiche verticali ad alta risoluzione della retina. l’OCT permette di visualizzare delle sezioni della retina e di seguire l’evoluzione delle patologie maculari con un imaginig preciso e altamente dettagliato con risultati simili alle sezioni istologiche. In certi casi l’OCT può sostituire la fluorangiografia e l’angiografia al verde di indocianina.
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oct
Che cos'è la fluorangiografia?
Si tratta di un esame utile a diagnosticare le patologie vascolari dell'occhio, fra cui la retinopatia, la degenerazione senile della macula, le occlusioni vascolari. Viene effettuato con uno strumento ottico che non prevede il contatto con l'occhio del paziente, ma tramite una semplice fotografia. Prevede l'iniezione per via endovenosa di un colorante, la fluoresceina, che si diffonde lungo vasi sanguigni.

fluorangiografia catania

Intervento di Strabismo in anestesia locale
Specialista Prof. Dott. Ettore Chiosi

strabismo cura catania
Cos'è?
Per strabismo si intende uizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati (i cosiddetti "occhi storti"). Ciò può comportare la visione doppia se insorge in età adulta. Quando, invece, è presente alla nascita il cervello del bambino esclude na condspontaneamente l’occhio deviato proprio per evitare la visione doppia: l’occhio non utilizzato 'va in ambliopia'.
Quanto è frequente?
Lo strabismo è una malattia relativamente comune: riguarda circa il 4% dei bambini. Se il trattamento viene effettuato troppo tardi l’ambliopia diventa permanente. Di regola più precocemente si tratta, migliore sarà il risultato visivo.
La comparsa di strabismo in età adulta provoca, invece, una visione doppia, poiché il cervello è ormai abituato a ricevere immagini dai due occhi e non può più ignorare l’immagine proveniente dall’occhio deviato.
Cosa significa vedere doppio?
In condizioni normali i due occhi puntano lo stesso oggetto e le immagini sono proiettate su due punti retinici ben precisi detti corrispondenti; in questo modo nel cervello avviene la fusione delle immagini percepite da ciascun occhio. Tra i due occhi esiste, però, una certa distanza: ciò consente la stereopsi ossia la visione binoculare. Per far avvenire la fusione delle immagini in una rappresentazione visiva unica è importante il coordinamento tra la funzione sensoriale e quella motoria. Quando viene meno l’equilibrio tra queste due funzioni, le immagini stimolano punti retinici totalmente non corrispondenti e il cervello percepisce due immagini diverse senza riuscire a fonderle. In questo caso si può creare diplopia (stesso oggetto percepito in due luoghi diversi) oppure si crea confusione (due oggetti percepiti nello stesso luogo).
Quali sono le cause?
Lo strabismo può essere ereditario o essere dovuto ad anomalie oculari. Nel bambino, quando c’è un impedimento alla visione di un occhio, il cervello tende a escluderlo; ciò può verificarsi per problemi refrattivi (quali miopia e, soprattutto, ipermetropia e astigmatismo) o una cataratta congenita. Si può, inoltre, riscontrare in caso di ambliopia. Infatti, se il bambino vede meglio con un occhio, il cervello ignora l'immagine dell'occhio che vede meno (soppressione*), che di conseguenza diventa pigro: non venendo più utilizzato diventa strabico.
Esistono diversi tipi di strabismo?
Sì: lo strabismo viene distinto a seconda della deviazione o della direzione in cui guarda l'occhio. Esiste lo strabismo concomitante** e quello inconcomitante (paralitico). Il primo è caratterizzato da una deviazione uguale in tutte le posizioni di sguardo. Nel secondo, al contrario, la deviazione varia a seconda della posizione degli occhi: è maggiore dove agisce il muscolo oculare deficitario.
Qual è lo strabismo più frequente nei bambini?
Lo strabismo concomitante è, in genere, quello più frequente nell'età infantile e, nel mondo occidentale, prevale lo strabismo convergente o esotropia (occhio deviato verso l'interno) su quello divergente o exotropia (occhio deviato verso l'esterno). L’exotropia o strabismo divergente si manifesta di solito verso i 10 anni, mentre il convergente o esotropia appare molto prima (tra i 2 e i 3 anni), nel periodo in cui si va sviluppando la visione binoculare. Inoltre, lo strabismo può essere verticale: l'occhio può essere deviato verso l'alto (ipertropia) o verso il basso (ipotropia).
Quale si presenta più spesso negli anziani?
Lo strabismo inconcomitante (paralitico) è, generalmente, quello più frequente negli anziani. È dovuto a ridotta efficienza di un muscolo oculare in seguito a una lesione nervosa, infiammatoria o traumatica. Gli occhi possono apparire in posizione corretta oppure presentare uno strabismo che si accentua in una posizione (in cui dovrebbe agire il muscolo paralizzato). L’angolo di deviazione oculare è massimo dove dovrebbe agire il muscolo difettoso: aumenta l’asimmetria perché, per compensazione, si ha un’accentuazione dell’azione del muscolo corrispondente dell’occhio sano.
Infatti, in presenza di una paralisi dei muscoli dell’occhio, viene persa la capacità di muovere i due occhi allo stesso modo e nello stesso momento. La diplopia è il sintomo principale, accompagnata spesso da vertigini, difficoltà di orientamento e tendenza a inclinare la testa. Infatti la diplopia aumenta quando si guarda nella direzione del muscolo paralizzato: si tende a ruotare il capo dalla parte opposta per cercare di evitare di vedere doppio, causando così sovente anche un torcicollo (oppure si tiene un occhio chiuso per evitare il fastidio).
Tra le cause di paralisi vi possono essere traumi cranici, malattie vascolari, malattie infettive, patologie degenerative del sistema nervoso centrale e diabete.
Quali sono i sintomi?
I bambini fino ai tre mesi di vita non sono in grado di controllare bene i muscoli oculari, ma già a partire dal quarto mese dovrebbero riuscire a seguire gli oggetti in movimento con entrambi gli occhi. Se ciò non si verificasse si potrebbe trattare di strabismo infantile.
Qual è l’approccio diagnostico?
È importante eseguire un’attenta misurazione della vista con l’instillazione di un collirio cicloplegico che, bloccando l’accomodazione, permette di correggere alcune forme di strabismo con gli occhiali. Questo è il caso,ad esempio, di strabismi convergenti causati da ipermetropie elevate. È fondamentale, inoltre, eseguire l’analisi della motilità oculare per identificare i muscoli deficitari o iperfunzionanti, capendo così quali sono i muscoli da rinforzare (resezione) o indebolire (recessione) con l’intervento chirurgico.
Perché i neonati può sembrare che abbiano gli occhi storti?
Nei neonati è spesso difficile determinare la differenza tra occhi che sembrano essere deviati e il vero strabismo. I bambini, infatti, hanno spesso un naso largo, piatto e una piega di pelle tra quest’ultimo e le palpebre (che tende a coprire l’occhio durante lo sguardo laterale) dà solo l’apparenza di occhi storti verso l’interno, che scompare con la crescita del bambino. Qualsiasi oculista è, comunque, in grado di distinguere il vero strabismo da quello falso. Negli adulti, invece, prevalgono le forme paretiche; dunque, si usa soprattutto lo schermo di Hess, un esame eseguito adoperando lucette rosse e verdi: fornisce informazioni sulla capacità funzionale residua del muscolo (o dei muscoli) deficitari. Tale esame, monitorando l’evoluzione dello strabismo e l’eventuale sua stabilizzazione, permette di stabilire il momento ideale per eseguire un eventuale intervento chirurgico.
Può essere curato?
Quando lo strabismo si instaura a causa dell'ambliopia l’occhio che vede bene deve essere bendato al fine di incoraggiare quello pigro (che vede meno) a lavorare di più, migliorando così la capacità visiva. Se lo strabismo si manifesta per un problema della vista (come l’ipermetropia) bisognerebbe prescrivere le lenti. In alcuni casi si può intervenire chirurgicamente sui muscoli degli occhi, ma si tratta di una eventualità rara; comunque, l’intervento non va mai eseguito prima dei due-tre anni di vita. Invece, nel caso di strabismo che insorge in età adulta come conseguenza di patologie sistemiche (generali) quali diabete o ipertensione, l’unica terapia è la cura di queste ultime: la risoluzione dello strabismo può essere spontanea (anche dopo 6-7 mesi). Quando, invece, abbiamo uno strabismo paralitico stabile nel tempo la terapia possibile, per evitare la diplopia, è l’applicazione di prismi ossia di lenti che deviano le immagini. In sostanza, invece di raddrizzare l’occhio spostiamo l’immagine, facendo sì che cada al centro della retina. In questo modo non si elimina lo strabismo, ma si consente una visione stereoscopica in posizione frontale (evitando così la diplopia).
Qual è la causa esatta degli strabismi che non seguono a paralisi?
Quelli non paralitici dipendono da anomalie dei fattori nervosi che regolano la posizione degli occhi: ogni muscolo preso singolarmente è normalmente funzionante, ma viene alterato l’equilibrio sotteso al meccanismo della visione binoculare.
Se quest’alterazione non è costante e si manifesta solo in determinate condizioni si è in presenza di eteroforia o strabismo latente; se, invece, l’alterazione è ben visibile in qualsiasi condizione si è in presenza di eterotropia o strabismo manifesto. Nell’eteroforia o strabismo latente la deviazione viene mantenuta latente dal meccanismo della fusione: la deviazione oculare è quindi evidente solo quando viene interrotta la fusione.
Si possono, in questo caso, associare dei sintomi legati allo sforzo per mantenere la fusione:
1. Cefalea
2. stanchezza visiva (che può accentuarsi nella visione da vicino)
3. bruciore
4. fotofobia
5. talvolta inclinazione del capo
6. aggrottamento delle sopracciglia.
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Note:
* Sistema di difesa spontaneo che il bambino ‘utilizza’ per evitare la diplopia (particolarmente fastidiosa). Il cervello ‘spegne’ un occhio per far tornare la visione unica. Tuttavia, così il cervello non impara ad utilizzare l’occhio escluso. La capacità di utilizzare entrambi gli occhi, se non viene acquisita nei primi anni di vita, non è più possibile recuperarla.
** Esistono tre tipi di strabismo concomitante:
1. accomodativo
2. tonico
3. misto
Alla base dello strabismo accomodativo vi è un’alterazione del rapporto convergenza/accomodazione, generalmente causata da un’ipermetropia non corretta: il bambino ipermetrope tende a compensare il difetto di rifrazione accentuando l’accomodazione, scatenando così lo strabismo. Nello strabismo tonico l’alterazione del rapporto convergenza/accomodazione è, invece, a favore della convergenza che viene aumentata per un difetto innervazionale, muscolare o orbitario. Nello strabismo misto coesistono sia la componente accomodativa sia quella tonica. Lo strabismo concomitante non dà sintomi particolari in quanto intervengono meccanismi di compensazione diversi a seconda dell’età del paziente (soppressione, alternanza).
IN CHE COSA CONSISTE L'INTERVENTO PER CORREGGERE LO STRABISMO?

L'intervento di correzione dello strabismo viene eseguito di norma in regime ambulatoriale e con la semplice anestesia topica (collirio anestetico) o parabulbare. L'enorme vantaggio di questa tecnica è che il paziente, pur non provando dolore, rimane sveglio e può collaborare attivamente con il chirurgo fornendo preziose indicazioni sulla progressiva scomparsa della diplopia mano a mano che il chirurgo agisce sull'inserzione dei muscoli oculari per ottenere il perfetto riallineamento degli assi visivi. Perchè i chirurghi del PCM evitano l'intervento in chirurgia generale.

 

Intervento in anestesia locale = collaborazione attiva del paziente = esito finale ottimale

 

La scelta di evitare la classica chirurgia in anestesia generale, che rende più facile il lavoro del chirurgo, è motivata dall'impossibilità di controllo del risultato in sala operatoria e quindi dalla conseguente imprevedibilità dell'esito finale, con maggiore probabilità di persistenza della diplopia. L' intervento ha una durata compresa tra i 20 ed i 50 minuti, in base al numero di muscoli da correggere.

L'intervento si rivolge a minori dai 3 anni ad i 17 anni, in questo caso viene effettuato presso casa di cura convenzionata fornita di degenza, mentre dai 18 anni in su viene eseguito presso la nostra struttura con dimissione in giornata. Il precorso di riabilitazione post-intervento prevede delle sedute con le nostre ortottiste presso i locali del Poliambulatorio Centro Europeo.

Occhio Secco

patologia dell'occhi secco cura
Cos'è l'occhio secco?
Per sindrome dell’occhio secco si intende un’alterazione del delicato equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale. Infatti, quando si altera la quantità di lacrime e/o si altera la loro qualità l'occhio tende a seccarsi (secchezza oculare). Infatti quando viene a ridursi o a mancare la pellicola protettiva delle lacrime, la superficie oculare esterna non risulta più lubrificata.
Con quali sintomi si manifesta?
I sintomi principali sono bruciore, sensazione di corpo estraneo, alterata lacrimazione, arrossamento oculare e fastidio con l'esposizione alla luce (fotofobia), difficoltà di apertura delle palpebre (specialmente al risveglio) e annebbiamento visivo.
Il più delle volte tale sintomatologia si manifesta con disturbi minimi, in soggetti che si trovano in una situazione scatenante come quella prodotta da ambienti ventosi, uso prolungato di lenti a contatto, ambienti con aria condizionata o con riscaldamento alto oppure in seguito all’assunzione di farmaci (psicotropi, antimuscarinici, estrogeni, antistaminici e betabloccanti locali).
Instillazione di collirio: quali possono essere le cause dell’occhio secco?
Tra le cause scatenanti ci possono essere le seguenti patologie: blefariti, congiuntiviti (anche allergiche) e ridotta secrezione senile. Inoltre, può essere provocato da deficit di vitamina A (ipovitaminosi A), che porta ad un decremento del numero di cellule caliciformi che producono lo strato mucoso del film lacrimale.
Altra causa può essere un’alterazione della dinamica palpebrale (mediante l’ammiccamento il film lacrimale si distribuisce uniformemente sull’occhio esterno), che può avvenire in caso di paresi del facciale, nell’esoftalmo determinato da ipertiroidismo o in seguito a traumi facciali. L'occhio secco può persino essere la manifestazione di una malattia generale autoimmune come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia o la sindrome di Sjögren.
Come si può diagnosticare?
Lo studio del film lacrimale può essere effettuato durante una comune visita oculistica, dove può essere valutata sia la quantità di liquido prodotta (test di Schirmer) sia la qualità del film lacrimale (test di rottura del film lacrimale-BUT).
È vero che nel sesso femminile è più frequente?
Sì. Si è visto, infatti, che le donne – specialmente tra i 40 ed i 60 anni – soffrono più frequentemente di tale sindrome. Molto Occhio al monitor: un suo uso prolungato può provocare secchezza oculareprobabilmente la maggiore incidenza è dovuta agli squilibri ormonali che avvengono durante la menopausa.
Esistono altri fattori di rischio?
In generale lo smog, il fumo di sigaretta, l’esposizione eccessiva all’aria condizionata o all’aria calda e l’utilizzo prolungato del videoterminale: sono tutti fattori che possono contribuire alla sintomatologia.
Cosa si può fare?
Non è sempre possibile curare alla radice l’occhio secco, come ad esempio in caso di patologie autoimmunitarie, ma è possibile attenuare i sintomi ed aiutare la lubrificazione e la protezione della superficie oculare.
Le lacrime artificiali rappresentano tuttora il rimedio più frequente. Ovviamente riducono i sintomi soltanto per tempi brevi e, quindi, sono necessarie instillazioni frequenti.
Possono essere di particolare aiuto i gel che, nei casi più gravi, permettono di umettare per un periodo più prolungato rimanendo a contatto più a lungo con la superficie oculare (soprattutto durante la notte). Grazie alle sue proprietà fisiche, infatti, il gel oculare si lega alle lacrime formando, sulla superficie dell’occhio, un film lubrificante particolarmente resistente. È, comunque, sempre importante sottoporsi ad una visita oculistica per un preciso inquadramento diagnostico e per la prescrizione terapeutica adatta al singolo caso.

Chirurgia Vitreo-Retinica

Retina

Il servizio di Chirurgia Vitreoretinica è impegnato nella diagnosi e nella terapia chirurgica della malattie retiniche che non possono essere adeguatamente curate con soluzioni terapeutiche meno invasive. Vengono impiegate le strumentazioni più avanzate che la tecnologia mette oggi a disposizione del chirurgo e vengono garantite le soluzioni terapeutiche più innovative attualmente disponibili.

Le patologie gestite più di frequente sono:

  • Distacco di Retina Membrane Epiretiniche (Pucker maculare);
  • Foro maculare;
  • Retinopatia diabetica proliferante (con le relative complicanze quali emovitreo, distacco trazionale, edema maculare trazionale);
  • Emorragie vitreali;
  • Degenerazioni retiniche periferiche.

Oculistica pediatrica

Oculistica pediatrica

Nel servizio di Oftalmologia Pediatrica vengono eseguite le visite periodiche di controllo necessarie per tutti i bambini, anche in assenza di disturbi. I primi 6 mesi sono fondamentali per lo sviluppo della funzione motoria e sensoriale, dai 6 mesi ai 10 anni vi è il raggiungimento della stabilità visiva, qualora non insorgano patologie che la alterino quali i difetti refrattivi, l’ambliopia, l’ostruzione congenita del dotto nasolacrimale.

Vengono seguite tutte le patologie oculari, dagli annessi al segmento posteriore che, per una maggior accuratezza, vengono gestite in diretta collaborazione con gli altri servizi dell’Oftalmologia. Il servizio fornisce prestazioni ambulatoriali (con visita completa di cicloplegia e valutazione ortottica) e, avvalendosi della presenza diretta nell’équipe della dott.ssa Stefania Basile - Presidente SMO (Società Mediterranea di Ortottica), garantisce anche la gestione chirurgica e di reparto dei pazienti in questa fascia di età (interventi di cataratta congenita, esami in narcosi, ecc.).

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